Eravamo appena arrivati al porticciolo di Muang Ngoi, un piccolo villaggio sul fiume Nam Ou, un affluente del Mekong, quando siamo stati catturati dalla bellezza di questo fiore arancione, l'Hippeastrum Striatum. Storicamente fu scoperto in Brasile nel XVIII secolo e portato in Europa nel 1759. Fu catalogato ai Giardini Botanici Reali di Kew nel 1789, segnando il suo ingresso nelle collezioni botaniche britanniche. Durante il XIX secolo si diffuse nei più importanti orti europei e arrivò anche negli Stati Uniti, dove divenne genitore di numerosi ibridi.
Il nome Hippeastrum deriva dal greco e significa "stella del cavaliere", per via della forma a stella dei fiori. Nella cultura vittoriana, aveva una simbologia precisa: veniva associato a donne orgogliose e sicure di sé. Non per arroganza, ma per una consapevolezza interiore che non necessitava di alcuna approvazione esterna. Lo stelo alto e robusto che reggeva i maestosi fiori diventava simbolo di forza e determinazione. Era un regalo per celebrare successi e traguardi, ma anche per riconoscere una bellezza che si impone senza chiedere permesso. In Europa, specialmente durante l’epoca del Rinascimento, era ammirato come simbolo di raffinatezza e lusso. Non era quindi un fiore originario del Laos, ma grazie al clima tropicale si era adattato prosperando rigoglioso perfino nei sentieri più sperduti. Quella visita a Nong Khiaw è rimasta impressa nei nostri ricordi con il colore arancione: dalle sfumature dei fiori, al tramonto sulla barca di ritorno che avvolgeva il villaggio di questo intenso colore.
Senza un piano di viaggio. Senza limiti di tempo. Solo uno zaino in spalla.
Questo poster è dedicato a chi sa che per vedere le fioriture più rare bisogna essere disposti a sporcarsi le scarpe e a proseguire anche quando la strada tracciata si ferma.